World Summit media for children

Si è svolta a Johannesburg, tra il 24 e il 28 marzo, la quinta edizione del "Media and children world summit" con un tema di discussione ed analisi tanto importante quanto ambizioso "I media come strumenti per la pace e la democrazia nel mondo".

Il "Media and children world summit" è stato ospitato, a partire dal 1995, anno della sua prima edizione, da diverse e importanti città quali Melbourne in Australia nel 1999, Londra in Gran Bretagna nel 1996, Thessaloniki in Grecia nel 2001 e Rio de Janeiro in Brasile nel 2004.

Le location sopra elencate sono state decise dalla Fondazione World Summit che da oltre dieci anni lavora instancabilmente per lo sviluppo di un movimento mondiale finalizzato alla progettazione e realizzazione di iniziative atte alla sensibilizzazione del grande pubblico alle tematiche relative al rapporto tra minori e media.

Il "Media and children world summit" è così diventato un'occasione importante per discutere dei media tradizionali e dei new media, del rapporto di quest'ultimi con i minori, dei limiti insiti negli stessi e delle potenzialità formative che possono e devono essere sfruttate.

L'attualità delle tematiche trattate è stata confermata anche dalla partecipazione all'edizione sudafricana, che ha visto la presenza di oltre novanta paesi e 1700 delegati, diventando un'occasione importante per un proficuo scambio di esperienze e future collaborazioni.

Nonostante la rilevanza dell'evento all'interno del panorama internazionale e il numero dei partecipanti, i paesi occidentali, di fatto con i network più ricchi e conosciuti, si sono presentati con un numero ridotto di delegati.

Ad eccezione dell'assai più nutrita rappresentanza italiana che, attraverso la delegazione del MED (associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione), della Rai e dell'Unione giornalisti ha fornito un apporto importante al summit, proponendo workshop, contributi ed esperienze.

Anche le organizzazioni dei paesi cosiddetti "in via di sviluppo" hanno saputo cogliere l'importanza e la centralità dell'evento, presentandosi in numero consistente. Affinché ciò si realizzasse è stato fondamentale il supporto fornito dagli organizzatori che, sin dalle prime fasi di progettazione, hanno puntato alla valorizzazione di quei paesi e di quelle esperienze spesso scarsamente valorizzate all'interno del panorama internazionale.

Il summit ha alternato sezioni di discussione plenaria a workshop inerenti alle tematiche più diverse in materia di media quali ad esempio: le tecniche di realizzazione dei cartoons, il ruolo delle case di produzione nella progettazione dei programmi di qualità per ragazzi, gli effetti della violenza dei media sui più giovani, ed il supporto che i media possono fornire alla lotta contro l'HIV o più genericamente all'educazione alla salute e alla genitorialità consapevole.

A riguardo di quest'ultimo aspetto sono state proprio le realtà africane ad evidenziare come la media education possa assumere il ruolo di "instruments of social development" cioè mezzo di sviluppo e supporto alle comunità. Nell'ambito del "Media and children world summit", ma parallelamente alle attività indirizzate ai ricercatori e agli esperti del settore media, si è svolto il "Children's summit" che ha accolto 300 ragazzi tra i tredici e i sedici anni provenienti da tutto il mondo, non come semplici spettatori, ma come protagonisti attivi capaci di trasmettere testimonianze, idee ed entusiasmo.

I ragazzi sono stati impegnati in laboratori radio, internet e tv e hanno inoltre partecipato a spettacoli e concerti. Alcuni dei ragazzi del "Children's Summit" sono stati attivamente coinvolti al South Africa Broadcasting Corporation's per la realizzazione dei servizi tv e radio trasmessi sulle reti nazionali. Alcuni dei prodotti creati possono essere visionati, per chi non ha potuto partecipare al 5WSMC (acronimo di World summit media and children), all'indirizzo internet www.5wsmc.com.

Il lavoro di anni, da parte dell'équipe organizzativa, ha infine consentito il funzionamento di una macchina grande e complessa qual è un summit internazionale. I colori degli abiti, le lingue e le culture dei partecipanti hanno fatto il resto trasformando un convegno in un evento, un congresso in un incontro e un'occasione di confronto in un progetto di lavoro comune.