Comunicare a Scuola
Ricerca-intervento sui giovani
del comune di Roma

a cura del gruppo di ricerca Mediamonitor Minori


Comunicare a scuola è il titolo della ricerca-intervento promossa dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma e la IX Commissione Consiliare Permanente "Lavoro Pari opportunità e Politiche Giovanili" del Consiglio Regionale del Lazio per l'anno accademico 2006/2007.

Lo scopo principale dell'indagine è analizzare i comportamenti culturali di 2400 ragazzi compresi fra i 7 ed i 13 anni del Comune di Roma.

La ricerca da un lato intende mantenere una sorta di continuità con gli interventi sul campo e gli studi che, da circa un ventennio, contrassegnano le attività dell'Osservatorio Mediamonitor Minori della Facoltà, dall'altro intende esaltare i cambiamenti degli stili espressivi e delle abitudini comportamentali dei giovani nei diversi contesti di socializzazione (dalla famiglia alla scuola). Lo scopo è analizzare il livello di incidenza degli stessi linguaggi e contenuti mediali nei processi di percezione e rappresentazione della realtà.

Per raggiungere questi obiettivi, si è deciso di intervenire strutturando la ricerca in 3 fasi:
la prima (in via di conclusione) si focalizza sulla ricostruzione di uno scenario, fra desiderio e realtà, relativo al rapporto fra giovani e stimoli culturali, in modo da rilevare il livello di penetrazione delle tecnologie mediali nelle diverse attività quotidiane, approfondendo l'intensità di utilizzo e le modalità fruitive.

Partendo dal quadro appena configurato, sarà possibile intervenire nelle successive fasi della ricerca, attraverso approcci qualitativi e di formazione, per approfondire le dinamiche ed i meccanismi di "contaminazione" mediale nella costruzione dell'universo valoriale delle nuove generazioni. Tutto ciò porterà ad una riflessione circa la capacità dei giovani di proiettarsi o immaginarsi la realtà futura, enfatizzando il loro livello di autonomia e di orientamento nella costruzione di percorsi personalizzati di fruizione e di vita.

I primi dati

Dai risultati emersi in questa fase iniziale della ricerca (attualmente sono stati analizzati 1200 casi su 2400 previsti dal campione), la Tv continua ad essere ancora il medium più usato dai giovani romani, accanto all'uso del cellulare, all'ascolto degli mp3 e dei cd e all'uso del pc. Nel loro immaginario, tuttavia, desidererebbero usare di più la consolle per videogiochi (18,2%). Per i più piccoli (dai 7 ai 10 anni) invece questi ultimi sono al secondo posto, dopo la tv, seguiti dalla lettura dei libri (31,2%) dal pc e dal cellulare.

Tali media sono usati prevalentemente tutti i giorni, mentre i consumi meno praticati sono guardare VHS/dvd e le attività riguardanti la lettura (dai quotidiani ai fumetti) e lo scrivere un diario.

Le attività svolte "da soli" sono l'ascolto della radio e CD (65,7%) oppure l'uso dei videogiochi (34,3%), soprattutto per i dodicenni, anche se gli intervistati dichiarano di volerli condividere di più con gli amici. Solo l'uso della videocamera è poco praticato, e chi lo usa generalmente è quasi sempre autonomo oppure supportato dalla presenza dei genitori. I più piccoli, nel 27,7% dei casi, non ascoltano la radio, non usano Internet nel 38,2% dei casi, ma quando lo fanno preferiscono navigare da soli (15% circa) oppure in compagnia di un genitore (14% circa).

TV: quando, come e con chi la uso

L'87,7% dei ragazzi delle medie guarda la tv tutti i giorni contro il 74,7% dei bambini, spesso la guardano da soli (39,8% vs 35,3%) oppure con fratelli e sorelle (21,8% vs 28,8%); tuttavia il 33,7% dei dodicenni preferirebbe guardarla con gli amici. Le trasmissioni preferite sono: film, sport e telefilm, mentre vorrebbero vedere di più programmi musicali (74,8%) oppure trasmissioni di varietà (72,1%).

Il cellulare ed il pc

Il 93% dei ragazzi di 12 anni possiede un cellulare personale versus il 43% dei bambini, nel primo caso è usato prevalentemente per inviare e ricevere sms/mms (88,2%), immagini (70,7%) oppure ascoltare musica (67,3%), mentre nel secondo per giocare. Il 66% dei ragazzi più grandi, inoltre, usa il cellulare anche in classe per inviare messaggi (12,2%), per giocare (9,3%) oppure per telefonare (8,2% circa).

Il pc è posseduto da circa il 93% dei ragazzi intervistati e 85% dei bambini delle scuole primarie. Nel caso dei più grandi le attività preferite sono il gioco (81,3%), la navigazione su Internet (63,7%), la visione di cd rom (62,8%), lo scaricare musica e video (57,7%), in altre parole tutte funzionalità ludiche ed espressive della multimedialità, che presuppongono l'attivismo soggettivo del bambino. Nel secondo caso, il pc è usato quasi esclusivamente per giocare (56,5%).

Comportamenti outdoor: amici, cinema e ...

Per quanto concerne le cosiddette attività outdoor, quella più praticata e desiderata dagli adolescenti campionati è incontrare gli amici (96,5%), seguita dall'andare al cinema (85,6%) e alle feste in piazza (62,3%). In particolare, gli intervistati dichiarano di frequentare il gruppo dei pari "sempre" (61,2%) anche per andare in sale giochi (38,7%), mentre si va al cinema solo "qualche volta" (58,7%). I bambini frequentano di più il cinema (26%) con mamma e papà (49,8%) rispetto ad uscire soli con gli amici (25,3%) ed amano andare a partite o gare (15,5%).

Sebbene le attività fuori dalle mura domestiche non sembrano contraddistinguere in modo specifico il tempo libero dei giovani, quando si praticano presentano la seguente polarizzazione: con i genitori svolgono attività più impegnate come il teatro, la musica classica, la visita a musei e mostre oppure ai siti archeologici, mentre con gli amici quelle più ludiche e disimpegnate come le feste, la discoteca, le manifestazioni sportive ed i concerti di altra musica. In questo caso non sembra esserci una differenza fra la realtà ed il desiderio: i giovani fanno quello che vogliono.

Comunicare i media a scuola: con chi ne parlo e con chi li uso

A scuola capita di discutere di media con gli insegnanti nel caso delle scuole primarie, con i compagni nelle scuole medie, altrimenti non se ne parla; nello specifico gli argomenti più comuni sono: libri, tv e pc per i bambini e cellulare, musica, cinema, videogiochi, computer ed Internet per i più grandi. Solo il 66,3% dei ragazzi delle medie parla anche di questioni personali con gli insegnanti ed i temi più affrontati riguardano la famiglia (19,7%) o l'attualità (16,7%).

I mezzi di comunicazioni sono entrati a far parte della routine scolastica? Poco, i media più diffusi nella pratica didattica restano i PC, i giornali ed i VHS nelle scuole medie (anche se non si usano in modo frequente) e PC, fumetti e tv nel caso delle scuole primarie.

Un'ultima considerazione. Gli ambienti di socializzazione dei giovani romani sono prevalentemente il gruppo dei pari e la famiglia, non a caso è a loro che si rivolgono per consigli o suggerimenti (il 65% degli adolescenti si rivolge ai genitori ed il 15,5% agli amici). Nel primo caso parlano prevalentemente di media, amicizia, amore e interessi personali vari, nel secondo invece affrontano argomenti relativi al futuro, alla famiglia o alla scuola, ma anche quelli del tempo libero. I bambini invece parlano solo con mamma e papà, mentre gli insegnanti non vengono considerati come possibili interlocutori.