La sapienza di comunicare


Dieci anni di media education in Italia ed Europa


"Piuttosto che condannare o esaltare l'indubbio potere dei media, noi dobbiamo accettare il loro significativo impatto e la loro penetrazione nel mondo intero come un fatto indiscutibile, ed anche apprezzare la loro importanza come un elemento della cultura del nostro tempo. I sistemi politici ed educativi dovranno essere consapevoli del loro obbligo di promuovere [...] una comprensione critica del fenomeno della comunicazione moderna". Così recitava l'UNESCO nel simposio internazionale tenutosi a Grunwald (Germania) nell'ormai lontano 1982. Già allora, la Media education si presentava con un carattere di urgenza e di attualità e risuonava come un verbo nuovo, una risposta vincente alla sfida proposta dai media. Una nuova era è stata preannunciata, un'era che da lì a poco sarebbe esplosa nel mondo e avrebbe modificato l'intero universo educativo. Solo pochi però se ne sarebbero accorti.

Nel nostro paese, la Media education sbarca a partire dagli anni '90, grazie all'intuizione, alla scommessa ed all'impegno di un gruppo di ricercatori, professionisti dei media ed educatori pionieri, che hanno intrapreso le prime sperimentazioni in questo campo. La loro esperienza inizia nel settembre 1991 ed ha un salto di qualità quando il 28 febbraio 1996 viene fondato il MED, Associazione Italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione. Lo scopo era costruire un network di esperienze e di persone: professori, insegnanti, professionisti dei media, studenti, genitori, ricercatori ed animatori culturali che si trovavano a ragionare insieme e a scambiare conoscenze e pratiche sulla Media education. L'apertura internazionale ha fatto il resto: grazie al MED l'esperienza italiana della Media education ha guadagnato un posto nel panorama europeo e d'oltre oceano.

Dopo dieci anni, anche le università e i professionisti dei media hanno iniziato ad occuparsi della formazione dei media educator, per non parlare dei giovani militanti: animatori culturali, insegnanti, ricercatori e studenti, che iniziano a professare a titolo personale la propria storia di vita in questo campo. In particolare, quest'anno ricorre il decennale della Media Education, un momento importante non solo per effettuare un bilancio delle esperienze passate, ma anche per iniziare a delinearne il secondo tempo. "La sapienza di comunicare" vuole essere - nelle nostre intenzioni - un importante evento che chiama a raccolta esperti qualificati delle Università, delle scuole, delle Associazioni e dei media; ma è anche un'opportunità di incontro e confronto fra più scuole di pensiero, un modo per conoscersi e scambiarsi esperienze. Ed è infine l'occasione per lanciare l'ennesimo segnale alle istituzioni, chiamate a prendere atto di una realtà ormai tangibile e di un futuro non più rinviabile.

Ormai non possiamo più attendere. La Media education si è rivelata non solo una chiave di lettura utile per decifrare la cultura moderna e porsi da protagonisti, ma anche un progetto e un metodo di lavoro da utilizzare e ricontestualizzare in altri campi della vita sociale. La scuola, come tutte le altre realtà formative e comunicative, non può più indietreggiare ancora, deve assumersi la responsabilità ed il compito di educare le nuove generazioni e gli adulti alla competenza mediale.

Il confronto con le esperienze internazionali deve farci riflettere sulla necessità di adeguare il nostro paese ai processi di cambiamento della società e della scuola. Così, le due giornate di discussione al Centro Congressi d'Ateneo rappresentano il passo, non solo simbolico, di un percorso di avvicinamento delle istituzioni alla Media education. Soltanto il riconoscimento ufficiale degli sforzi compiuti fino ad oggi potrà favorire un salto in avanti dei processi socio-educativi, garantendo la corretta integrazione della cultura della comunicazione nella società.