Scuola.Com


Programma di Comunicazione e di
Educazione alle Tecnologie Mediali


Premessa
I media sono agenti di promozione e di stimolazione del mutamento, perché accelerano i processi comunicativi ed incentivano lo scambio di simboli, idee e significati culturali con reticolarità e flessibilità. Mai come oggi, in questo universo di esplosione comunicativa, il possesso dei codici mediali rappresenta un vero e proprio allargamento della vita e proprio i giovani possono essere considerati i detentori di questo nuovo potere.

Di fronte ad un'offerta ricca e variegata di input mediali e culturali, i ragazzi costruiscono la loro dieta personale, scegliendo sulla base delle proprie esigenze e dei loro interessi. In questo quadro, il possesso degli strumenti e delle competenze minime per padroneggiare le tecnologie rappresenta il primo passo da compiere per una forte partecipazione al nostro tempo, una partecipazione che può contribuire a ridurre il disagio di un gap intergenerazionale e di uno squilibrio fra cambiamenti sociali e formativi.

Anche le istituzioni pubbliche e territoriali e le Università possono offrire il loro contributo promovendo politiche di formazione, di ricerca e sperimentazione più vicine alle richieste del territorio: la costruzione di una rete di collaborazioni e di reciproche alleanze potrebbe essere una strada da percorrere per essere in linea con i processi di cambiamento e arricchire la capacità di protagonismo non solo delle Istituzioni ma anche e soprattutto degli individui. In questo senso la formazione diventerebbe un iter aperto a tutti, oltre ad essere l'annuncio di un'aumentata disponibilità al mutamento.

Il Dipartimento di Sociologia e Comunicazione e la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" vanta una tradizione di ricerca e di studio sul rapporto fra media e minori che risale agli anni '80, in particolare al primo Convegno internazionale "Oltre il giardino" (1989). Da allora il dibattito e l'approfondimento di queste tematiche si sono intensificati ed hanno portato alla costituzione del primo Osservatorio Permanente sullo studio del rapporto media/minori, chiamato Mediamonitor minori (1994). Un flusso continuo di esperienze di ricerca sul campo, di convegni, di seminari e corsi di formazione nell'ultimo decennio hanno impegnato l'attività dell'Università che ha cominciato ad orientarsi e approfondire il campo della media education nelle sue diverse declinazioni.

Le recenti indagini sulla fruizione mediale, sui fenomeni di disagio e devianza, sul significato e l'articolazione del tempo libero, si sono contraddistinte per il costante intervento sul campo, che ha offerto la possibilità di instaurare un legame diretto con le scuole e le famiglie, mirato a stimolare una riflessione sul significato ed il valore della comunicazione. In questo scenario, è maturata nel corso degli anni l'esigenza di investire sulla formazione, in vista della progressiva diffusione della Media education sul territorio.

Risale, ad esempio, al 2004 la sperimentazione del primo Corso di Alta Formazione alle Tecnologie educative e comunicative (Media Education), rivolto in prevalenza a tutti i laureati nell'area umanistica ed orientato a formare figure professionali in grado di analizzare e progettare percorsi e prodotti educativi e comunicativi.

Nel 2005, sulla scia dell'Alta Formazione, non solo viene riproposta la II edizione del corso, ma viene progettato anche un altro percorso formativo regionale, rivolto prevalentemente agli studenti di Scienze della Comunicazione. In tal modo, si sperimenta una ulteriore formazione dei formatori, volta a preparare un team di media educator di orientamento comunicativo, capace di intervenire radicalmente sul territorio e nelle scuole.

Ora è arrivato finalmente il momento di trasformare questa tradizione in una più aperta e concreta collaborazione che coinvolga in primis la Regione Lazio, il MED (Associazione Italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione) e tutti gli enti territoriali interessati e sensibili al tema degli effetti sociali e formativi dei media. Tale progetto, già in cantiere dal 2002, prende il nome di "Scuola.Com. Programma di Comunicazione e di Educazione alle Tecnologie Mediali".

Scuola.Com
Scuola.Com vuole essere una struttura territoriale permanente per la promozione e la diffusione della cultura sulla comunicazione ed in particolare dell'educazione ai/con i media, attraverso la promozione di attività di formazione, di ricerca, di orientamento, di consulenza, di monitoraggio e di sperimentazione nel campo della comunicazione e dell'educazione.

Questo centro può diventare uno punto di riferimento e uno spazio di incontro/confronto interculturale, sia scientifico che pratico, per tutti coloro (persone e/o associazioni e/o enti) che si occupano professionalmente di comunicazione e di educazione ai media.

L'istituzione ipotizzata avrà sede a Roma e sarà opportunamente inserita in un progetto, già in corso di attuazione, di ridefinizione e di ristrutturazione dei servizi e delle attività e dei Corsi di Laurea della Facoltà di Scienze della Comunicazione. In questo spazio, la Media Education potrebbe trovare la giusta visibilità come centro di studi e di sperimentazione sull'educazione alla comunicazione, non solo mediale, e svolgerebbe la sua attività accanto ad altri servizi di consulenza, di sperimentazione e di formazione alla comunicazione, proposti in altri settori professionali.

Obiettivi
Il centro propone di:
- promuovere il dibattito, la diffusione e l'ampliamento della Media Education;
- incoraggiare la sperimentazione sulla Media Education;
- raccogliere e documentare tutte le esperienze di Media Education;
- offrire attività di consulenza su tutto quello che concerne la comunicazione ed il suo rapporto con l'educazione;
- istituire una rete di scambio e di confronto fra operatori del mondo della comunicazione e della formazione (anche a distanza);
- costruire una spazio di riflessione e di approfondimento interculturale sui significati e sulle interpretazioni della Media Education, coinvolgendo ricercatori e studiosi di diverso orientamento;
- attivare ricerche relative al rapporto fra media e minori;
- discutere sui metodi e sulle strategie di inserimento e di integrazione della Media Education a scuola, come disciplina e come stimolo al teaching e al learning;
- promuovere iniziative di formazione ai media per docenti, operatori della comunicazione e genitori (al esempio attraverso l'attivazione di Master, Corsi di aggiornamento e corsi di perfezionamento).

Il centro, inoltre, si impegna a:
- sollecitare la costituzione di commissioni di genitori e di insegnanti, interessati alla Media Education, per co-progettare iniziative sull'educazione ai media;
- coinvolgere famiglie, insegnanti ed operatori nei diversi settori della comunicazione per la formazione ai media;
- progettare e socializzare seminari educativi per il confronto, il dibattito e lo scambio di esperienze, avvalendosi della consulenza di personalità del mondo accademico e della comunicazione all'interno di un panorama internazionale.

Destinatari
Le attività ed i servizi della struttura saranno rivolti prevalentemente a tutti coloro che lavorano e che sono interessati al mondo della comunicazione e in particolare:
- responsabili di policies sulla formazione (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Uffici Scolastici Provinciali, Uffici Scolastici Regionali, Istituti Regionali di Ricerca Educativa, apparati mediali, etc.);
- dirigenti scolastici;
- docenti di ogni ordine e grado;
- formatori e animatori culturali;
- operatori della comunicazione mediale e multimediale (dagli autori televisivi ai produttori multimediali);
- operatori della comunicazione nell'ambito del profit e del no profit;
- studiosi e ricercatori di diverso orientamento accademico.